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Guidare la moto con il caldo: ciò che devi sapere in piena estate

Colpo di calore, blow-up e l'abbigliamento giusto: in sicurezza durante i caldi tour estivi

Di Tobias
20. Juni 2026 · 7 min di lettura
Guidare la moto con il caldo: ciò che devi sapere in piena estateGuidare la moto con il caldo: ciò che devi sapere in piena estate
© NBNL

Le temperature elevate in moto sono più che semplicemente sgradevoli. Riducono la concentrazione, stancano e, nei casi estremi, colpo di calore, carreggiate che si spaccano o la tuta sbagliata diventano davvero pericolosi. Ecco cosa dovresti davvero tenere presente con il caldo estivo.

Perché il caldo su due ruote è così insidioso

In auto accendi l'aria condizionata, in moto ci sei immerso fino in fondo. Sole pieno, asfalto bollente e una tuta scura che agisce come un termosifone: il tuo corpo combatte continuamente contro il caldo. Il problema: spesso te ne accorgi troppo tardi. Chi è disidratato o surriscaldato reagisce più lentamente, valuta peggio le distanze e diventa disattento. Proprio le cose che in moto decidono tra una caduta e non cadere.

A questo si aggiunge il vento della marcia. Sembra piacevolmente fresco e ti fa credere che vada tutto bene, mentre il sole al tempo stesso ti arrostisce la nuca e perdi litri di liquidi attraverso la pelle senza accorgertene. Ingannatore.

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Insolazione o colpo di calore: qual è la differenza?

Spesso vengono messi nello stesso calderone, ma dal punto di vista medico sono due cose diverse. Conoscere la differenza aiuta, perché devi reagire in modo diverso a seconda del caso.

Insolazione

Un'insolazione si verifica quando il sole cocente batte a lungo su testa e nuca, irritando le meningi. Il caso classico è quando sei fermo al distributore senza casco o durante una pausa senza ombra. Tipica è una testa molto arrossata e calda, mentre il resto del corpo rimane a temperatura normale. Si aggiungono mal di testa, rigidità del collo, vertigini e nausea. La cosa insidiosa è che i sintomi spesso compaiono solo ore dopo, ad esempio la sera in hotel.

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Colpo di calore

Il colpo di calore è quello pericoloso ed è una vera emergenza. In questo caso si surriscalda l'intero corpo, la temperatura interna supera i 40 gradi e la regolazione termica dell'organismo collassa. Segni: pelle calda, spesso secca, tachicardia, respirazione rapida, confusione, crampi fino alla perdita di coscienza. Nel peggiore dei casi c'è il rischio di insufficienza degli organi: quindi non è una cosa da poco, ma un caso da chiamata d'emergenza.

Lo stadio preliminare: esaurimento da calore

Nel mezzo c'è l'esaurimento da calore. In questo caso la pelle tende a essere umida, la temperatura corporea è normale o leggermente elevata e si aggiungono vertigini e debolezza. Il passaggio al colpo di calore è graduale e imprevedibile: perciò vale la regola di fermarsi una volta troppo presto piuttosto che una volta troppo tardi.

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Primo soccorso: come reagire correttamente

Se noti segnali d'allarme in te stesso o nel tuo passeggero:

  • Esci immediatamente dal sole, vai all'ombra e togli casco e indumenti stretti.
  • Raffredda il corpo con acqua fredda, applica panni umidi su nuca, ascelle e polsi. Cambia i panni non appena diventano caldi.
  • Fai bere a piccoli sorsi, ma solo se la persona è pienamente cosciente.
  • In caso di sospetto colpo di calore: prima chiama il numero d'emergenza 112, poi raffredda. Non il contrario.
  • Non usare paracetamolo e medicinali simili. Il caldo non è febbre: i farmaci antipiretici non aiutano e possono perfino nuocere.
  • Se qualcuno è incosciente: posizione laterale di sicurezza, mantieni libere le vie respiratorie, non somministrare nulla da bere.

Blow-up: quando la carreggiata si spacca

Un tema che riguarda in particolare noi motociclisti: i blow-up. Con temperature superiori a 30 gradi e diversi giorni caldi consecutivi, il rivestimento delle vecchie autostrade in cemento può sollevarsi e letteralmente rompersi. Per un'auto un simile gradino è fastidioso, per una moto può causare una caduta, in modo del tutto imprevedibile.

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Importante per inquadrare il problema: le carreggiate in asfalto non sono interessate, ma solo i tratti più vecchi in cemento con spessore dello strato insufficiente. In Germania si tratta di singole strade, ad esempio di tratti della A92 e della A93, dove in estate talvolta vigono limiti di velocità specifici. Non esiste una vera protezione, ma: guida con attenzione sulle note piste in cemento, aumenta la distanza e prendi sul serio i limiti di velocità. Chi scopre un punto danneggiato senza segnaletica dovrebbe segnalarlo immediatamente alla polizia o al servizio di manutenzione autostradale, affinché non colpisca qualcuno dietro di te.

L'abbigliamento giusto e perché il nero non è una buona idea

Ora veniamo alla discussione eterna: l'abbigliamento. Con 35 gradi, indossare l'equipaggiamento completo richiede forza di volontà e proprio per questo tanti si siedono sulla moto in maglietta. Il problema è che l'asfalto non chiede quale sia la temperatura. Cadere con il caldo fa male quanto in primavera, solo che in quel caso la tua pelle è l'unica cosa tra te e il manto stradale.

La soluzione non è «meno», ma «più intelligentemente»:

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  • Una tuta nera ha un bell'aspetto, ma si riscalda sensibilmente più di una chiara. Chi può scegliere, in piena estate guida più fresco con colori chiari.
  • Le giacche tessili in mesh e ventilate con protezioni sono il miglior compromesso: passaggio d'aria più protezione, decisamente più piacevoli della pelle spessa.
  • L'intimo tecnico sotto la giacca sembra paradossale, ma allontana il sudore dalla pelle e raffredda tramite evaporazione. Una maglietta di cotone che si impregna fa esattamente il contrario.
  • I giubbotti refrigeranti, che immergi prima nell'acqua, hanno un effetto reale durante le lunghe tappe.
  • Aprire il casco al semaforo ogni tanto aiuta, ma durante la guida tieni abbassata la visiera, altrimenti gli occhi si seccano e gli insetti ad alta velocità sono tutt'altro che divertenti.

Sembra tanto, ma alla fine è semplice: proteggiti, ma scegli materiali che lascino passare l'aria. «Nudi si sta più freschi» vale esattamente fino a quando qualcosa va storto.

Guidare senza guanti? In Francia costa caro

A proposito di lasciare a casa qualcosa: con il caldo i guanti sono spesso la prima cosa a finire nella borsa. So di cosa parlo: è successo proprio a me durante un lungo viaggio attraverso la Francia. Paese piatto e caldo, chilometri e chilometri solo dritto, le mani sul manubrio che bollivano. A un certo punto mi sono tolto i guanti. Grande errore.

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Primo, la sera avevo le mani rosso fuoco e bruciate: una bella scottatura proprio dove il sole batte per ore. Secondo, e questa è la parte a cui non voglio nemmeno pensare: se fossi caduto in quel momento, mi sarei lacerato gravemente le mani. Proprio le mani che istintivamente si protendono per prime in ogni caduta.

E terzo, sono stato subito fermato dalla polizia. Non ne erano entusiasti, perché in Francia da novembre 2016 è in vigore un chiaro obbligo di guanti: conducente e passeggero devono indossare guanti da moto omologati CE secondo la norma EN 13594, indipendentemente dalla cilindrata, e questo vale espressamente anche per i biker stranieri. Me la sono cavata con un richiamo, perché da tedesco sono riuscito a rendere credibile di non conoscere la regola e alla fine gli agenti sono stati davvero gentili. Ma non ci farei affidamento: normalmente sono dovuti circa 68 Euro, a persona.

La Spagna si è adeguata dal 2025 e prescrive anch'essa guanti CE e calzature robuste, il Belgio richiede addirittura l'abbigliamento protettivo completo. Questo significa che è meglio pianificare il tour verso sud con i guanti sul manubrio anziché nel top case. Impara dal mio errore.

Consigli per lunghi tour con il caldo

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Infine, ecco la parte pratica per il grande viaggio estivo:

  • Parti presto. Le ore prima del caldo di mezzogiorno sono le più belle per guidare: fresche, vuote, con una buona luce.
  • Bevi prima di avere sete. Acqua o bevanda diluita a ogni pausa. La sete è già un segnale d'allarme, non il via.
  • Fai le pause all'ombra, non sotto il sole cocente. Meglio brevi e più frequenti che lunghe e rare.
  • Siesta come al sud: due o tre ore di pausa quando il caldo è più brutale, poi riparti nel tardo pomeriggio.
  • Non dimenticare gli elettroliti. Chi suda molto perde più della sola acqua: un pizzico di sale o una miscela di elettroliti previene i crampi.
  • Fai attenzione a te e al passeggero. Calo di concentrazione, irritabilità e mal di testa non sono sciocchezze, ma segnali che una pausa è ormai necessaria.

Conclusione

La mia impressione dopo tanti chilometri caldi, e una lezione con le mani bruciate in Francia, è questa: il caldo non è un motivo per lasciare ferma la moto, ma richiede rispetto. I due errori più grandi sono ritenersi invulnerabili e rinunciare all'abbigliamento protettivo. Bevi più di quanto pensi, guida nelle fasce più fresche della giornata, prendi sul serio insolazione e colpo di calore e indossa i guanti durante il viaggio verso sud. Così l'estate rimane ciò che deve essere: il periodo migliore su due ruote.

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